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HUME

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HUME Nella sua opera filosofica, David Hume propone quello che definisce empirismo scettico. La parte più significativa del suo pensiero, nella quale esporrà il suo empirismo scettico, è la Teoria della conoscenza. Hume pensa che la conoscenza umana non possa essere considerata né valida per sempre né necessaria per tutti. Il filosofo quindi distrugge il tentativo di costruire una metafisica mettendo a risalto la stessa validità della conoscenza scientifica della natura. Per Hume la parola scetticismo significa ritenere che la conoscenza umana non ha un solido/valido fondamento e, a differenza di quello che sosteneva Cartesio, è impossibile costruire un fondamento già abbattuto. I bersagli critici di Hume sono tre: 1) Critica la sostanzialità dell'io     2) Critica la sostanzialità del mondo 3)Critica il principio di causa-effetto Hume si domanda cos'è l'io dell'uomo e con il tempo si accorge che accettando l'impostazione empiristica viene a mancare la pos...

JOHN LOCKE

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Locke fu da subito interessato alla politica e ciò gli comportò molti problemi.  Si occupò anche di filosofia e medicina.  Locke è comunemente riconosciuto come il padre dell’empirismo ovvero la  corrente filosofica secondo cui la fonte della conoscenza è l’esperienza. La ragione dell’uomo è, difatti, limitata dal “materiale” che le forniscono i sensi (ciò che vedo, sento, tocco) in secondo luogo, ogni tesi, teoria, ipotesi per essere valida deve trovare conferma nel mondo esterno. L’uomo, dunque, non può conoscere ciò che va oltre la realtà di cui fa esperienza.   La tesi di Locke è servita a  stabilire i confini entro cui può svilupparsi la conoscenza e in che modo la ragione deve essere guidata dall’esperienza.  Secondo Locke il primo materiale della conoscenza è costituito dalle idee semplici, e queste ultime rappresentano una ricezione passiva di due tipi di realtà:  - nelle idee di sensazione noi riceviamo tutti quei contenuti appartenent...

LEIBNIZ

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Il suo pensiero metafisico Alla base di tutte le cose troviamo una r ealtà sostanziale   dotata di  energia   e di   attività autonoma . Per questo, tende  a criticarla, e provare a riaffermare un punto di vista più finalistico e una visione ottimistica dell'universo Leibniz afferma che il nostro, è il migliore dei mondi possibili e immaginabili. La libertà divina di cui Dio ci ha dotati coincide con al  razionalità Il filosofo sostiene che la realtà debba essere percepita con una concezione dinamica, in cui vi è una dimensione sostanziale metafisica, cioè la forza viva, che si ricollega all'essenza delle sostanze individuali. Le monadi Leibniz afferma che nel mondo vi sono infinite sostanze individuali, ovvero le monadi:  queste sono centri di forza semplici, immateriali e privi di estensione, entità complete e autosufficienti dotate di capacità rappresentativa: percezione:  l'attività in cui le monadi percepiscono in modo oscuro e confuso le cos...

HOBBES

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HOBBES La filosofia del XVII secolo del grande Hobbes fu interpretata come l’alternativa alla filosofia di Cartesio. Questo perché i pensieri di Cartesio erano legati alla metafisica mentre quelli di Hobbes erano legati al mondo di presupposti materialistici. Inoltre i due filosofi avevano modi di ragionare e tecniche molto diverse e contraddittorie tra loro. Le sue opere più importanti furono il “Leviatano” (pubblicato nel 1651) e la trilogia “De Cive”, “De Corpore” e “De Homine”, dove riuscì ad esporre il suo sistema e le sue idee in maniera completa. Hobbes afferma l’esistenza di due “postulati certissimi della natura umana”, dai quali discende l’intera scienza politica: 1. la bramosia naturale: tutti gli uomini sono egoisti e pretendono che ogni cosa gli sia dovuta; 2. la ragione naturale: ogni uomo cerca di evitare una morte violenta e lenta che viene considerata come il più grande dei mali naturali. Alcune leggi sono i pilastri fondamentali su cui si basa la tecn...

CARTESIO

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  CARTESIO Cartesio ritiene che la conquista del sapere non è né impossibile né difficile, bisogna avere un adeguato metodo di indagine come, secondo lui, la matematica e la geometria. Ci sono 4 regole del metodo: 1. Regole dell’evidenza: chiarezza e distinzione. Bisogna accettare come vere solo le idee chiare e distinte. 2. Regola dell’analisi: dividere ogni problema nelle sue parti elementari, risolvere individualmente, così da rendere il lavoro più semplice. 3. Regola della sintesi: passare dalle conoscenze più semplici a quelle più complesse. 4. Regola dell’enumerazione: invita a controllare le precedenti fasi del processo. Alla base di tutto c’è l’esigenza di dare un ordine alla mente nella ricerca della verità. Il punto di partenza su cui si basa è il dubbio metodico: un dubbio universale, che accetta solo ciò che è chiaro. All’inizio infatti Cartesio crede solo alle idee matematiche ma poi afferma che non bisogna nemmeno credere a quest’ultime. L’unica cosa che ...

GIORDANO BRUNO

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  GIORDANO BRUNO Nasce a Nola (Napoli) nel 1548 da una nobile famiglia campana. Da subito il ragazzo si appassionò allo studio della filosofia e della teologia. Aveva una mente brillante e diventò un grande esperto nell’arte mnemonica. nel 1576 decide di abbandonare l’ordine e si trasferisce a Roma, poi a Nola, Savona, Torino, Padova fino ad approdare a Ginevra. Gli anni della maturità sono segnati da continui viaggi e fughe: sono gli anni della Controriforma, e le idee di Giordano non seguono quelle della chiesa e quindi dell’imperante. Dopo i suoi viaggi dove insegnava, ritorna a Parigi pensando di essere al sicuro. Invece entra in conflitto con gli ambienti aristotelici da lui tanto denigrati. Nel 1593 Giordano viene trasferito all’Inquisizione di Roma che, con scarsi tentativi, prova a convincerlo a ritrattare le sue idee “eretiche”. Dopo 7 anni di carcere Giordano viene condannato al rogo davanti ad una folla. LE SUE OPERE: Tra le sue opere più importanti ricordiamo...

UMANESIMO E RINASCIMENTO

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UMANESIMO-RINASCIMENTO: In questo periodo si sviluppa il fenomeno dell'Umanesimo, che propone il ritorno al mondo classico: da vita ad una cultura che colloca al centro dei propri interessi l’uomo, la sua dignità e libertà. Questo progetto prosegue nel 500 diffondendosi in Europa prendendo il nome di “Rinascimento”. Umanesimo e Rinascimento sono i due grandi eventi che affermano la centralità dell'uomo nel l’universo. Sono quindi caratterizzato da un accentramento dell’uomo che è artefice del proprio destino e padrone della sua vita senza essere influenzato da punizioni divine. L’uomo per gestire la Terra ha bisogno di sapere i segreti della natura attraverso lo studio dei suoi principi. L'Umanesimo è l'espressione con cui si distingue la cultura del 400, il suo sviluppò avvenì nelle città fiorentine in particolare Firenze. In questa città sorge una delle più importanti istituzioni culturali: l'Accademia platonica. Il termine "Umanesimo" si lega a due ...